Organizza e progetta qualunque cosa con le Mappe Mentali

Sull'autore

Se ci fosse UN solo strumento da salvare in mezzo ai millemila che abbiamo nell’ambito della progettazione e dell’organizzazione, sceglierei le mappe mentali. Le mappe mentali sono davvero lo strumento più utile, pratico, visivo e facile da utilizzare che ciascuno di noi ha a disposizione per fare ordine su qualunque tipo di attività o progetto. Una delle cose che mi è successa più spesso quest’anno in call con aziende e clienti è che a un certo punto la persona mi interrompe per chiedermi: “Ma che software usi per fare queste mappe che stai creando ora? Figo! Mi servirebbe saperle utilizzare.”.

Infatti, a differenza degli altri casi visti, questo non è un caso studio, non è un modo per utilizzare le trascrizioni professionali a tuo vantaggio, ma si tratta del miglior strumento che tu possa utilizzare per lavorare alla creazione di contenuti di ogni tipologia. Letteralmente, qualsiasi cosa ti venga in mente.

  • Vuoi scrivere un libro?
  • Organizzare una campagna di marketing?
  • Programmare creazione e pubblicazione dei contenuti di marketing che dovranno uscire nel prossimo mese?
  • Creare la struttura di un corso di formazione?

Ciascuno di questi punti che vedi nell’elenco ha come migliore strumento di progettazione: la mappa mentale. Le pagine che seguono non ti spiegheranno come puoi usare le mappe SOLO dal punto di vista dei contenuti scritti, ma piuttosto come puoi utilizzare questo fantastico strumento in tutte le sue forme. Se quindi stai leggendo questo libro e sei interessato a produrre contenuti scritti nella maniera più facile, veloce e comoda possibile, in questa parte, troverai veramente del valore ad aspettarti. Buona lettura.

VANTAGGIO: LA MAPPA MENTALE COME STRUMENTO DI PRODUTTIVITÀ PERSONALE E LAVORATIVA

Organizzare la tua vita personale e lavorativa tramite mappe mentali potrà aumentare vertiginosamente il livello di produttività nel fare davvero qualunque cosa, dall’organizzare una vacanza di due mesi alla pianificazione di un progetto di lavoro. In termini organizzativi, non esiste nulla di più efficace di una mappa mentale e la ragione di questo è molto semplice.

Le mappe mentali sono la rappresentazione grafica ordinata della struttura dei nostri pensieri.

Ovvero, il nostro cervello funziona in questo modo: c’è lui al centro di comando, e attorno ad esso, si attaccano tutti i vari pensieri, i quali a loro volta si diramano in altri sotto-pensieri, i quali a loro volta (…).

Ogni pensiero ha al suo interno differenti variabili:

  • Delle variabili da considerare percepite come un rischio;
  • Delle variabili di aspirazione, ovvero che se si avverassero tu saresti felice;
  • Delle variabili logistiche, legate dunque all’operatività organizzativa;
  • Delle variabili associate alle persone coinvolte nella cosa;
  • Eccetera…

Il problema è che noi siamo SOLO inconsapevolmente coscienti di ciò. Cioè, avvertiamo solamente la presenza di alcuni sotto-pensieri, ma ovviamente se poi non passiamo del tempo di qualità a rifletterci sopra non avremo mai e poi mai chiarezza sugli stessi. Ti capita mai di essere a letto e proprio nei minuti prima di dormire, ti si accende il cervello di colpo e inizi a pensare ad una cosa e poi a un’altra ancora? Ed è così che tutto d’un tratto ti ritrovi a valutare tutte le possibili alternative di quel caso specifico… Questo deriva esattamente da una mancanza di chiarezza che abbiamo relativamente a quello che ci passa per la testa.

Le mappe mentali servono a fare chiarezza proprio a tal proposito. Ma come funzionano? Come si disegnano? Quali strumenti è meglio utilizzare? Come si differenziano dalle mappe concettuali? Scopriamolo nelle prossime pagine.

SOFTWARE E MODI PER CREARE UNA MAPPA MENTALE

Partiamo dalle basi-basi. Iniziamo col dire che fondamentalmente hai due modi per creare delle mappe mentali:

  • Metodo tradizionale: Carta e penna;
  • Metodo “tecnologico”: Usi un software di creazione di mappe mentali.

Qui andrò subito dritto al punto senza girarci troppo attorno.

à Io tifo per il software.

Il perché è che secondo me ha diversi vantaggi impossibili da rinunciare, ossia:

  1. Facilità di modifica e intervento sul documento;
  2. Ordine:
  3. Condivisibilità.

1˚ vantaggio: facilità di modifica e intervento sul documento.

Io lo so che molti di noi hanno ancora l’amore per la vecchia e buona carta. Ma parliamoci chiaro, per quanto tu ti ci possa trovare meglio, e questo ovviamente ci può stare, non è opinionabile: la carta è scomoda! Se devi cancellare qualcosa non è immediato e spesso addirittura neppure possibile. L’ordine del foglio dipende dalla tua manualità e spesso questo NON è un vantaggio. Se vuoi spostare uno scarabocchio da un’altra parte non puoi farlo, o almeno, non con estrema semplicità.

Al contrario se lavori su un software digitale la modifica e l’intervento sono facilissimi, non ci devi neanche pensare su. Clicchi un tasto ed è fatta. Vuoi eliminare una parola o una frase? Ti basta schiacciare un tasto. Vuoi spostare una parola o un’immagine? Ti basta schiacciare un tasto. Vuoi spostare un’intera foto da una parte all’altra? Due click e hai fatto. A questo aggiungici il fatto che puoi intervenire su una mappa:

  • da smartphone/iphone;
  • da ipad/tablet;
  • da desktop/qualsiasi computer con connessione;
  • da app per pc/mac.

Inoltre, tieni conto di una cosa. Come vedremo fra qualche riga, una funzione fondamentale svolta dalle mappe mentali consiste proprio nel poter realizzare degli schemi esplicativi di una certa organizzazione, che può configurarsi in un sistema aziendale, una procedura, un’area o altro. E per definizione, cioè che “si organizza” è in costante evoluzione. Ecco perché – se già non lo sei – dovresti già metterti nell’ottica di non poter utilizzare dei documenti di creazione di mappe mentali statici come carta e penna; per i quali una volta che hai disegnato la mappa, ti è difficile da modificare. Al contrario, devi puntare ad avere degli schemi flessibili, che potrai continuamente aggiornare, modificare e migliorare. E non solo devi potere fare questo. Devi poterlo anche fare in ogni momento tu lo voglia. Se ad esempio sei fuori casa e ti viene in mente una possibile miglioria da implementare in una tua mappa, l’ideale dovrebbe essere potere tirare fuori il suo smartphone o iphone e modificare in diretta, senza doverci più pensare in futuro rischiando così di perderti via l’intuizione maturata.

2˚ vantaggio: ordine.

Come ti dicevo prima, se lavori su un software computerizzato hai SEMPRE ordine su ciò su cui stai lavorando, anche se sei un disordinato assurdo come me. Il nostro cervello è un groviglio disordinato di idee e pensieri accavallati l’uno sull’altro che si sgomitano e tirano calci, quando progettiamo abbiamo bisogno della massima chiarezza, sia visiva, sia in termini di idee.

3˚ vantaggio: Condivisibilità.

Nel 99% dei casi, quando progettiamo ci troviamo a doverlo fare assieme ad altre persone, spesso le dobbiamo coinvolgere, sia attivamente, sia passivamente. Vuoi mettere la comodità di potere consegnare uno schema perfetto, ordinato e super preciso rispetto ad uno scarabocchio su carta fotografato in cui le scritte si leggono appena?

Ci siamo su questo? Spero davvero di averti convinto. E costatato che il software di creazione di mappe mentali è la via più conveniente sotto praticamente ogni punto di vista, adesso arriva la fatidica domanda che sono sicuro stia aggredendo la tua testa dall’inizio del capitolo:

Quali software di creazione di mappe mentali conviene utilizzare?

Non perderò tanto tempo su questo punto per il semplice fatto che il valore dell’argomento legato alle mappe mentali NON risiede…

  • in quale software usare;
  • in quale software è meglio, quale è peggio;
  • in quale software ha più funzionalità rispetto agli altri.

NO. Il vero valore sta – per l’appunto – nella possibilità stessa di creare mappe e in quello che ci potrai fare con queste. Quindi posto che lo strumento che usi funziona ed è pratico da utilizzare VA BENE. Quindi, la verità? É che un software vale l’altro! Sono la stessa cosa identica. Se ne hai già scaricato uno sul tuo computer e ti stai trovando bene su quello, tieni quello, non cambiarlo. SE però ancora non ne hai scaricato nessuno e devi proprio scegliere, allora ti consiglierei quello che utilizzo io personalmente: X Mind.

X Mind è un software super semplice da usare, pratico e con al suo interno tutte le funzionalità possibili e immaginabili. É talmente facile da usare, che non perderò neanche un secondo su come utilizzarlo tecnicamente, davvero, anche se è la prima volta che lo utilizzi, ci impiegherai non più di 50 secondi a campire come funziona e come si usa.

Qui di seguito ho preparato una serie di punti che incarnano i principi cardine che ti permetteranno di sfruttare al meglio le mappe mentali per aumentare il tuo livello di organizzazione e di produttività. Partiamo! 

LA MAPPA MENTALE NON È UNA MAPPA CONCETTUALE.

Cosa è meglio utilizzare: mappe mentali o mappe concettuali? Ma ancora prima: “cos’è una mappa concettuale e in che modo si differenzia da una mappa mentale? In breve, le mappe concettuali, avendo una struttura gerarchica che parte da un argomento madre che va a cascata verso il basso, NON rappresentano le idee per come esse sono catalizzate nel nostro cervello. Il vero motivo invece per cui le Mappe Mentali sono più chiare e funzionali è perché la loro struttura è la stessa utilizzata dal nostro cervello per processare le idee.

ANATOMIA DI UNA MAPPA MENTALE.

Com’è strutturata una mappa mentale? Elenchiamone prima tutte le sue componenti e poi vediamo che ruolo riveste ciascuno di essi:

  • Argomento centrale;
  • Parole Chiave;
  • Diramazioni e relazioni colorate;
  • Sotto-argomenti;
  • Variabili;
  • Struttura e forma;
  • Ordine di lettura.

Prendiamo come esempio di Mappa Mentale quella che vedi qui sotto ed analizziamone la struttura secondo le parti che abbiamo appena citato:

ARGOMENTO CENTRALE.

Ogni Mappa Mentale deve avere un argomento centrale che, per definizione consiste nel tema focale attorno al quale ruoterà tutto lo schema generale. Dunque, molto semplice, se – ipotizziamo – io stia creando (come in figura) lo schema-bozza del Business Plan della mia nuova Start Up, la cosa che farò sarà banalmente scrivere “Business Plan” come argomento centrale perché è su questo che si baserà tutta la mappa.

-Come creare una mappa mentale

PAROLE CHIAVE.

Uno dei vantaggi principali della Mappa Mentale è che con poche parole, scritte, simboli o segni è in grado di rappresentare uno schema che ha al suo interno dei meccanismi-significati più complessi. Questo significa che SE tu andrai a riempire le caselline che formano i vari argomenti e sotto-argomenti con frasi chilometriche e proposizioni articolate, stai perdendo il valore che è in grado di darti una mappa mentale. Il tuo obiettivo – al contrario – deve essere quello di “semplificare”, non di aggiungere complessità e testo in più. Tieni questa regola come ragionamento di base:

Se non lo puoi spiegare in due-tre o massimo quattro parole, significa che stai esprimendo il concetto in maniera troppo complessa ed esiste un modo per esprimerlo con molta più semplicità.

La Mappa Mentale in questo è anche un esercizio di stile, se vogliamo. Hai presente quando si dice che se l’idea che hai in testa non la sai spiegare in una frase di 10 secondi è un’idea troppo complessa e pasticciata? Ora, al di la della iper semplificazione del caso, è chiaro che ogni singola idea esistente sulla faccia della terra per essere ben espressa ha bisogno di tempo e frasi articolate, ma NON nella mappa mentale. La mappa serve a schematizzare, a fotografare! Se scrivi una frase intera in una casella è davvero come se tu volessi partecipare ad una mostra fotografica con una riproduzione video dicendo: “guardate, il mio video incarna meglio la scena delle persone che passano perché c’è il movimento“.

una mappa mentale

DIRAMAZIONI E RELAZIONI COLORATE.

Iniziamo con le diramazioni.

Le diramazioni colorate sono linee che legano un argomento ai suoi sotto-argomenti. Non c’è altro da dire su questo. Servono semplicemente a dare ordine logico e relazione di parentela tra concetti più grandi e rispettivi sotto-concetti.

Due cose ci sono in realtà da considerare: la prima è che nell’illustrazione riportata qui su gli argomenti arrivano fino a tre livelli: argomenti centrale, argomenti e sotto-argomenti. Chiaramente questo è solo un esempio. Nella realtà una Mappa mentale può arrivare anche fino a 10 livelli di sotto-ramificazioni. E qui scatta il dubbio:

Fino a quanto andare di profondità in termini di sotto-argomenti?”

Non c’è una regola fissa. DIPENDE da cosa stai facendo. Se stai cercando di schematizzare qualcosa a grandi linee tendenzialmente potrebbe essere superfluo andare oltre il secondo/terzo livello. É chiaro però che se la mappa che stai facendo descrive l’organizzazione di un’intera area aziendale fin nel dettaglio allora sì, lì dovresti andare in profondità finché ne hai bisogno. La seconda importante da fare invece fa riferimento all’utilizzo dei colori. Perché utilizzare colori diversi per rappresentare i vari rami degli argomenti? Molto semplicemente questi ti consentono di differenziare maggiormente un argomento da un altro. Tutto qui, è una questione legata alla percezione visiva che avrai alla fine dello schema. Ricordati pur sempre che noi umani percepiamo le informazioni al 90% sotto forma visiva, ecco perché si tratta di un aspetto fondamentale da considerare: aiutare l’occhio a decifrare con più facilità possibile le informazioni alle quali lo sottoponi.

Le relazioni.

Questa che vedi cerchiata di rosso è una relazione. Serve a segnalare che quei sotto-argomenti appartengono ad una stessa categoria, che nel caso della figura è associata alle caratteristiche che deve avere il cliente tipo dell’ipotetico Business Plan, nel tuo caso l’unico limite è la fantasia. Esistono poi relazioni di diverso tipo dagli scopi facilmente intuibili come le parentesi graffe riassuntive.

E le cosiddette frecce di segnalazione.

Per concludere su questo, ciò che ti ho appena fatto vedere consiste in utili dispositivi grafici che possono arricchire di significato, colorire e trasmettere con maggior chiarezza i tuoi schemi. Non vanno utilizzati eccessivamente poiché rischiano di mandare l’occhio in overdose di colori e segnalazioni (errore molto comune), ma solo quando sono necessari.

SOTTO-ARGOMENTI.

Come dicevamo prima, se non utilizzati ad un livello di profondità eccessivo, servono comunque a dare una certa profondità ai vari argomenti che compongono lo schema.

VARIABILI.

Le variabili delle categorie che non riguardano tanto l’aspetto grafico, quanto piuttosto quello concettuale. Facciamo un esempio, immaginiamo che tu stia creando una mappa mentale per organizzare la produzione e pubblicazione di contenuti per la tua Pagina Facebook, ok? Allora, ti metti lì, fai la tua mappa e trovi i 7 titoli di contenuti per la settimana prossima:

Le variabili, in questo caso potrebbero essere una cosa di questo tipo:

In altre parole, le variabili qui fungono da stesse identiche condizioni che devi considerare per dei differenti sotto-argomenti. La comodità consiste nel fatto che se devi progettare differenti contenuti che sai che hanno lo stesso pattern, puoi incollare in pochi secondi le variabili su ciascun argomento e poi andarci a lavorare direttamente sopra.

STRUTTURA E FORMA.

La struttura è proprio la forma che tu vuoi dare alla tua mappa mentale. Quella che abbiamo visto fino ad ora è la mappa mentale classica. Questa mappa va bene in ogni caso, perché come abbiamo già spiegato, incarna la forma che le idee hanno nel nostro cervello, ovvero: argomento centrale in mezzo e sotto argomenti che si diramano ciascuno per la propria direzione con varie relazioni e variabili in gioco. Poi però abbiamo comunque altre forme di mappa che possiamo utilizzare che, seppure non abbiano esattamente la stessa forma delle idee, possono comunque essere di aiuto per situazioni e casi specifici.

ORDINE DI LETTURA.

SE la tua mappa mentale ha un senso logico da seguire, allora numera i tuoi argomenti, o assegna a ciascuno di essi una lettera davanti al nome del sotto-argomento;

SE la tua mappa mentale non deve seguire necessariamente un senso forzato per essere letta, lascia pure gli argomenti senza nessuna segnalazione e chi di dovere deciderà autonomamente da dove iniziare a leggere.

Riassumiamo tutti i vari modi possibili per poter usare e sfruttare delle mappe mentali:

  • Organizzare la produzione di contenuti di marketing;
  • Gestione di un organigramma aziendale;
  • Gestione e organizzazione di ruoli relativamente ad un progetto;
  • Programmazione di una strategia dettagliata;
  • Creazione di una timeline di lavoro;
  • Facilità di studio e memorizzazione di nozioni;
  • Organizzazione di consegne e scadenze non ancora evase;
  • Brainstorming su un certo tema;
  • Organizzare un flusso di lavoro;
  • Organizzare dettagliatamente una procedura di lavoro;
  • Effettuare un’analisi SWOT (Punti di forza, Punti di debolezza, Opportunità e Minacce);
  • Organizzare un modulo di formazione.[1]

Vediamo ora ciascun punto nel dettaglio.

Organizzare la produzione di contenuti di marketing.

Anche in questo caso il grande vantaggio consiste nel poter radunare diversi contenuti che vuoi produrre in un unico schema

Una volta che hai sott’occhio tutti i contenuti dei quali vuoi organizzare la produzione, per ciascuno di essi elenca tutti i punti che vuoi trattare, dopodiché la procedura è sempre la stessa:

  • Prendi la mappa sotto mano;
  • Accendi il registratore dello smartphone (o la videocamera se lo preferisci);
  • Inizia a parlare di ciascun articolo discutendo verbalmente tutti gli argomenti che ti sei segnato e che vuoi trattare esattamente come se fossi al telefono con un cliente;
  • Manda tutto a un servizio professionale di trascrizione che realizzerà gli articoli per te.

Ora abbiamo fatto l’esempio di articoli di marketing, ma allo stesso modo si può fare per la creazione di altri tipi di contenuto: e-mail di marketing, post per social, e-book, etc. E a proposito di ciò, mi ricollego al prossimo punto.

Pianificare la struttura di un libro

Tutti i libri iniziano da uno schema, una bozza, uno scheletro, una mappa, chiamala come vuoi, ma la cosa fondamentale è che OGNI libro, prima di essere scritto deve essere pianificato e progettato. Quando pensiamo all’idea di buttare già la bozza di struttura di un libro che abbiamo nella testa ci sembra tutto molto semplice, nella realtà poi, si presenta sempre una serie sconfinata di complessità da gestire.

  • Capitoli che pensavi andassero all’inizio in realtà vanno in mezzo;
  • Capitoli che originariamente volevi mettere alla fine, ti rendi conto che vanno spiegati prima;
  • Modifiche;
  • Cambiamenti di struttura;
  • Paragrafi che scopri essere più lunghi del previsto e che diventano quindi dei capitoli a sé stanti;
  • Parti che si aggiungono;
  • Parti che si tolgono;

Insomma, non proprio un gioco da ragazzi. E in tutto questo uragano, quale migliore alleato di una Mappa Mentale che ti consente di fare qualunque cosa con un paio di click?

Utilizzare una mappa mentale nella creazione della struttura di un libro ti permette di lavorare con massima agilità e flessibilità. Una volta che hai creato la mappa completa di un libro che vuoi realizzare poi, le strade principali sono due:

  • La prima, ti metti alla tastiera del computer e lo scrivi tu personalmente;
  • La seconda, ti blocchi una-due giornate e ne parli al registratore del telefono, e poi dai tutto a un servizio professionale di trascrizione.

Organizzare la struttura di un corso di formazione.

Tutti i corsi di formazione hanno in comune un elemento: hanno una struttura. Questo significa che ci saranno dei capitoli, dei sotto-capitoli e dei punti da trattare. E a tal proposito, se parliamo di progettazione di un modulo di formazione non esiste elemento migliore rispetto a una mappa mentale. Non solo perché la mappa mentale per forza di cose di presta ad organizzare una struttura formativa, ma anche per tutte le azioni che possono essere effettuate a posteriori. Mi spiego. Poniamo il caso che io stia organizzando una presentazione che terrò in un Webinar:

Se mi servirà in futuro trasformare questa mappa in una Presentazione in Power Point potrò letteralmente farlo in un paio di “click”.

Questo ti consentirà di avere direttamente la presentazione del corso che stai organizzando/progettando, la quale conterrà anche tutte le immagini che hai inserito nella mappa. Qui il vantaggio è che nel caso in cui vorrai trasformare in futuro il tuo corso di formazione in un Manuale Professionale potrai utilizzare anche delle slides da inserirci dentro, corredate di grafica e immagine.

CHECK E RESOCONTI DI SCADENZE E CONSEGNE NON ANCORA EVASE.

Hai mai avuto bisogno di tenere sotto controllo lo svolgimento e il completamento di alcune attività relative a un progetto? Le mappe mentali a tal proposito possono essere una buona alternativa nel caso in cui ti occorra monitorare tale flusso in maniera visiva e tutto d’un colpo.

A questo proposito esistono altri validissimi strumenti come Trello.com che ti permettono di visualizzare vari task che hai in esecuzione secondo la colonna di avanzamento nella quale la stessa attività si trova. Tuttavia qui, il grande vantaggio consiste nella possibilità di elaborare ciascuna attività con la profondità che desideri, cosa che in un software di task management -magari- non fai con la stessa comodità.

Come creare una mappa mentale

Organizzare dettagliatamente una procedura di lavoro.

In qualsiasi lavoro esistono modi migliori di fare le cose. Questi modi migliori possono essere studiati, imparati, applicati e trasmessi ai collaboratori per mezzo di procedure dettagliate che spiegano esattamente come fare qualcosa. Anche qui il grande vantaggio consiste nel fatto di poter creare una struttura. Se io ad esempio sono una società di consulenza, nell’attività “Marketing” potrei avere alcune attività fra cui:

Ciascuna attività, a sua volta, potrebbe avere altri sotto-sistemi/procedure aziendali come:

Successivamente, ciascuna procedura può avere un collegamento alla sua scheda specifica nella quale è spiegata la procedura Step By Step.

Ad esempio, cliccando sull’attività “Accogliere un nuovo cliente”, si apre la sua rispettiva procedura:

Creazione di un DIAGRAMMA DI FLUSSO

Il diagramma di flusso in realtà non ha niente a che vedere con le mappe mentali, rimane comunque una possibile struttura da poter utilizzare all’interno di qualsiasi software di mappe mentali. Il grande vantaggio derivato dall’uso di questa struttura consiste nella possibilità di realizzare processi condizionati. Il più classico esempio di Processo Condizionato è il Funnel, ovvero quel processo strutturato attraverso il quale un cliente deve passare per diventare da sconosciuto a cliente pagante. Un processo di questo tipo ovviamente non è una linea perfettamente dritta senza possibili condizioni in mezzo, è piuttosto un processo pieno zeppo di ‘SE’ e ‘MA’.

Pertanto, l’utilizzo migliore che io personalmente faccio della mappa a diagramma di flusso è la creazione di Schemi di Funnel:

ANALISI SWOT (PUNTI DI FORZA, PUNTI DI DEBOLEZZA, OPPORTUNITÀ E MINACCE)

ORGANIGRAMMI aziendali E ATTRIBUZIONE DI RUOLI PER PROGETTI.

Facilità di studio e memorizzazione di nozioni + esercizio

Queste sono tutte le tipologie e strutture possibili che può assumere una mappa mentale efficace. Spero di averti dato una panoramica completa su come sfruttare al meglio questo strumento nella tua vita personale e lavorativa. Finora ti ho dato impostazione e teoria, ora tocca a te mettere in pratica.

Prima di lasciarti infatti vorrei proporti un esercizio da fare. Leggi dei libri (non di saggistica o romanzi, ma libri che trattano tematiche tecniche)? Se sì, prova a fare questo:

  • Leggi il libro come fai normalmente;
  • E nel mentre fanne una mappa mentale nella quale delinei e schematizzi gli aspetti principali che stai leggendo (non deve corrispondere al sommario del libro);
  • Finito di leggere il libro e la rispettiva mappa creata al momento di lettura, rileggi l’Xmind e fai attenzione alla visione di insieme che avrai dell’argomento trattato.

Facendo questo esercizio comprenderai davvero la potenza delle mappe mentali. Facendo in questo modo non è raro che se fra 5 anni riapri quella stessa mappa ti possano ritornare in mente tutte le informazioni relative a quel Libro che neanche credevi ancora di ricordarti.


[1] Queste sono forme e strutture che offre gratuitamente la piattaforma: X Mind. Questo significa che se vorrai utilizzarle, ti basterà aprire il software, scegliere la forma che desideri e riempire molto banalmente le caselle con gli argomenti e i sotto-argomenti che ti servono.

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